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The Quipu Project: un webdocumentario con le voci delle donne peruviane

18-04-2016 Written by  Ornella Costanzo

Media

Qualche giorno fa, l'11 aprile, Keiko Fujimori, figlia dell'ex presidente Alberto Fujimori oggi in carcere per violazione dei diritti umani, ha vinto il primo turno delle presidenziali in Perù consegnando il Paese al ballottaggio. A Lima, alla vigilia del voto, migliaia di donne sono scese in piazza per sottolineare l'inopportunità della candidatura della Fujimori e sostenere un risarcimento per le vittime delle sterilizzazioni di massa che si sono verificate durante il governo del padre, soprattutto a danno delle donne indigene. Si stima che durante gli anni Novanta siano state sterilizzate circa 272.000 donne e quasi 21.000 uomini. 

The Quipu Project è un documentario interattivo realizzato con le vittime di questa violenza che a distanza di venti anni aspettano ancora giustizia. Utilizzando una linea telefonica collegata a un'interfaccia web il progetto offre supporto alle donne fornendo loro gli strumenti per raccontare la propria storia e portarla così alla ribalta internazionale. Il tentativo è quello di mettere in comunicazione e ricostituire una comunità dispersa, frammentata geograficamente e politicamente, anche a causa di un forte digital divide all'interno del Paese.

Il progetto attinge all'antica cultura inca e poi quechua, recuperando come suggestione il quipo, strumento fatto di nodi e cordicelle utilizzati probabilmente come registro e trasmissione di informazioni. Secondo alcuni sono stati anche un sistema di rappresentazione della memoria e per questo motivo è stato scelto come simbolo del progetto ed elemento di navigazione della timeline della narrazione.

 

 

 

Ne è nato un registro vivo di memoria collettiva con il preciso intento di poter ascoltare, conoscere e mettersi in contatto con le protagoniste del racconto. I temi trattati seguono quattro nodi principali: il programma di sterilizzazione, le operazioni, la vita dopo, la ricerca di giustizia. C'è infine un nodo in più che si alimenta premendo il tasto rosso a margine dello schermo. Il sistema permette di registrare un messaggio che si va ad unire anche alle risposte. Le testimonianze possono essere ascoltati non soltanto dalla piattaforma ma anche dalla linea telefonica, in modo che possano giungere direttamente a chi non ha una connessione internet e ha partecipato al progetto in prima persona. Tutte le voci sono tradotte e sottotitolate in inglese, spagnolo e quechua. Il webdocumentario è stato realizzato grazie alla collaborazione di vari enti e associazioni, tra cui Amnesty International, il Tribeca Film Institute, l'Università di Bristol.

Il sistema telefonico è stato sviluppato con una tecnologia open source messa a disposizione dal MIT Civic Media Center, basata su un sistema VoIP di Drupal. I numeri telefonici sono forniti da Twilio un semplice linguaggio di programmazione che consente agli sviluppatori di creare linee telefoniche personalizzate e integrabili all'interno di app.

 

The Quipu Project ci insegna che la natura partecipativa di un progetto può essere legata a un oggetto apparentemente obsoleto, come il telefono. Un gruppo di ricercatori è andato in giro nelle zone più remote del Perù a parlare del progetto, partecipando a trasmissioni radiofoniche e a diversi incontri pubblici. Individuati i testimoni hanno lasciato loro i telefoni per registrare le testimonianze. Attraverso la combinazione tra digitale e analogico anche un pubblico che non ha accesso alla tecnologia tutti i giorni può raccontare una storia e diffonderla velocemente, diventando così un veicolo di trasformazione sociale.

 

 
 

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